Interventi Politica Politica Internazionale

La natura politica della missione della Global Sumud Flotilla

L’obiettivo politico della Global Sumud Flotilla è sempre stato quello di denunciare agli occhi del mondo le atrocità e la barbarie compiute contro il popolo palestinese dallo stato sionista e razzista di Israele. Dietro la nobiltà dell’azione umanitaria, volta a portare aiuti alimentari alla popolazione gazawi, stremata dall’apartheid e dal genocidio, c’è sempre stato l’obiettivo politico, mai nascosto, di violare l’illegittimo blocco navale israeliano, denunciare la reale natura della politica e della società sionista, nonché l’ipocrisia del mondo occidentale, sempre pronto a chiudere un occhio, pur di preservare le relazioni con lo stato razzista d’Israele.

Nel sistema delle relazioni internazionali del capitalismo, il diritto di libera navigazione e uso pacifico del mare non è un sigillo sacro che non soggiace, come il diritto internazionale, alle logiche economiche strutturali del sistema. Uno dei meriti politici, tra i tanti, delle compagne e dei compagni della Global Sumud Flotilla è aver reso evidente questo principio. Infatti, alla Marina militare israeliana si concede l’abbordaggio di imbarcazioni civili, pacifiche e non armate in acque internazionali, senza un valido motivo giuridico. Le navi militari possono, invero, esercitare il loro potere di ispezione e controllo su unità mercantili sospettate di azioni e traffici illeciti, ovvero pirateria. Qui, siamo di fronte al rovescio della medaglia: navi militari israeliane che compiono atti illeciti su cittadini di altre nazioni, inermi e inoffensivi, per giunta in acque internazionali. A livello giuridico, non possono essere attribuite ad una nave militare reati di pirateria, ma quello che abbiamo visto, perpetrato contro i partecipanti della Global Sumud Flotilla, da parte dei militari israeliani non ha altro nome, in sostanza, se non atto di pirateria in alto mare.

Un altro merito politico, forse quello più importante, che hanno gli eroici partecipanti della Global Sumud Flotilla è aver resistito al trattamento violento, criminale e degradante, subito dopo il sequestro. Quello che è andato in onda, nel centro di detenzione del porto di Ashdod è stato ripugnante: il ministro della sicurezza Ben-Gvir, uno dei vertici apicali della piramide sionista, filmato, mentre deride e umilia i compagni e le compagne della missione internazionalista. Ammanettati, fatti inginocchiare e obbligati ad ascoltare l’inno israeliano: un mix di tortura, sadismo e assoluta noncuranza dei principi basilari del diritto internazionale messi in bella mostra da quel sistema statuale che in Occidente è considerato un baluardo di democrazia nel Medio Oriente e che per l’ennesima volta si mostra per ciò che è: un’enclave colonialista e razzista al servizio del capitalismo occidentale.

Questa volta però i sionisti hanno così esagerato che non solo ci sono state, per quanto semplicemente formali, le richieste di rilascio immediato e condanna delle ambasciate e dei governi dei vari Paesi di provenienza degli attivisti, ma anche la presa di distanza da parte di Netanyahu da Ben-Gvir. L’obiettivo da parte delle varie cancellerie e del numero uno sionista di voler far credere che quella situazione sia stato il frutto dell’esagerazione di un solo ministro, quando, invece, ormai tutto il mondo è consapevole del livello di barbarie a cui Israele sta condannando il popolo palestinese, è stato smontato grazie alla tenacia della Global Sumud Flottilla. Se attivisti, in buona parte occidentali, vengono trattati in quella maniera, sotto la luce dei riflettori, cosa succede allora, agli attivisti palestinesi nelle carceri israeliane, lontano dai riflettori?

A quest’ultima iniziativa umanitaria della Global Sumud Flotilla, come anche alle precedenti, hanno partecipato i nostri compagni e le nostre compagne dell’Unità Internazionale dei Lavoratori-Quarta Internazionale, anch’essi sequestrati e successivamente liberati.

Come compagne e compagni del Movimento per la Lega Marxista Rivoluzionaria, continueremo a denunciare e combattere il sionismo e il suo piano genocida perpetrato impunemente, contro il popolo palestinese.

 

Per una Palestina libera dal fiume Giordano fino al Mare!

Al fianco della Resistenza Palestinese!

Al fianco della Global Sumud Flotilla!

Lascia un commento