Interventi

Sciopero nazionale dei call center di Enel

Oggi, in quasi tutta Italia i lavoratori impegnati nel customer care di Enel e di Enel distribuzione hanno scioperato contro la scelta dell’azienda di dare in appalto il ramo (customer care, appunto) con modalità che mettono a rischio la continuità occupazionale e la territorialità. È dunque contro il tentativo da parte dell’azienda di eludere la clausula sociale che oggi i lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia.

Noi marxisti rivoluzionari, abbiamo partecipato portando il nostro sostegno. A Reggio Calabria, le società appaltatrici del customer care per Enel ed Enel distribuzione sono System House, Datacontact e Netith GPI, e impiegano centinaia di addetti e addette.

A Reggio così come in tutta Italia, è difficile prevedere cosa succederà. Ma qualche considerazione, sempre a beneficio dei lavoratori, sempre dalla parte dei lavoratori, secondo noi va fatta.

Ormai è arcinoto il fatto che per un’azienda noi lavoratori saremo sempre un costo, un numero e che come tali verremo trattati. Anche in passato lo è stato, sempre, così come lo sarà in futuro. L’unica legge che la borghesia conosce, infatti, è la legge del più fort: la legge dello sfruttamento. Quando non ha potuto farla valere, quella legge, è perché si è trovata di fronte una classe lavoratrice combattiva e organizzata. Solo a quel punto  ha investito amministratori e governanti del mandato di conciliazione. Ma oggi non è così. E gli sfruttatori, assieme al le loro “leggi”, stanno venendo a riprendersi tutto quello che avevano concesso.

Vivere alla giornata e cercare poi, quando le cose si mettono male, di strappare un accordo sarà sempre una gara al ribasso.

Ogni tentativo di conciliazione tra le parti è figlio dei rapporti di forza. E per invertire questa tendenza, per riuscire a strappare qualcosa (ahinoi) le classi dominanti devono aver paura di perdere tutto, devono sentire scricchiolare il trono sul quale sono sedute.

E il socialismo è l’unica via per riuscire a ottenere qualcosa, non solo domani, ma anche oggi stesso. Nel quotidiano, infatti, quando si dice “badiamo al concreto”, “lascia stare la rivoluzione, guardiamo agli obiettivi concreti” bisognerebbe tenere presente che una borghesia con le spalle coperte, con un governo post-fascista pronto a sguinzagliare le forze dell’ordine al primo “disordine”, è la più concreta forza che ci sia sul campo, quello della repressione.

I lavoratori devono ricordare che gli interessi e le istanze di oggi si difendono pensando al domani, organizzandosi e avendo bene a mente qual è l’obiettivo, cercando di non ripetere gli errori del passato. Solo da questo si può trarre il coraggio, la coerenza e l’intransigenza per portare a casa qualche risultato… Oggi ma soprattutto domani, per i nostri figli. Verso il comunismo!

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