“Il fascismo, nella sua forma più pura, è la somma di tutte le reazioni irrazionali del carattere umano medio. Il sociologo ottuso, a cui manca il coraggio di riconoscere il ruolo predominante dell’ irrazionalità nella storia dell’umanità, considera la teoria fascista della razza soltanto un interesse imperialistico, per dirla con parole più blande, un “pregiudizio”. Lo stesso dicasi per il politico irresponsabile e retorico. L’intensità e la vasta diffusione di questi “pregiudizi razziali” sono la prova che essi affondano le loro radici nella parte irrazionale del carattere umano. La teoria della razza non è una creazione del fascismo. Al contrario: il fascismo è una creazione dell’odio razziale e la sua espressione politicamente organizzata…”
Wilhelm Reich – Psicologia di massa del fascismo
Il fascismo non poteva, ovviamente, presentarsi formalmente come un movimento antiproletario. Per mascherare la sua vera natura e attrarre la classe operaia e gli elementi della piccola borghesia assoggettati al grande capitale, nei suoi primi anni si impegnò in un’agitazione e una propaganda spudoratamente demagogiche.
Nin Andreu – Le dittature del nostro tempo
Sin dalla sua nascita il fascismo e i movimenti reazionari in generale hanno fatto perno sul simbolismo (svastica, fascio) e sulle paure del popolo, hanno mostrato e dipinto una società in declino la cui unica cura sarebbe stata il ripristino della “Normalità” “ripulendo” la nazione da “fenomeni ed etnie” come minoranze pericolose. Questo mix di falsità sommato all’uso della violenza come strumento prima necessario e poi “normalizzato” ha generato mostruosità nella storia.
In una società ove il concetto di maggioranza si sostituisce alla verità assoluta si intraprende lentamente il cammino verso un mondo oscurantista, la demagogia fascista ha slatentizzato le paure e lo fobie per il diverso.
Oggi in Italia abbiamo alcune similitudini tra fascismo di ieri e forze reazionare di oggi, lo vediamo ad esempio (ma non solo come vedremo) nel Generale Vannacci ove il concetto di “normalità” consueto o maggioritario è l’unico ad avere la legittimità di esistere, solitamente viene messo in contrapposizione con una (statistica) “minoranza”, dunque ad una deviazione dalla maggioranza e quindi fuori legittimità di esistere. Questo approccio retorico e privo di basi strutturali: storiche, sociali, logiche ha come prima declinazione l’esclusione dai diritti di tutte le minoranze; per esempio l’omosessualità e l’identità di genere nel suo totale, non rappresenta la normalità, aggiungendo che avrebbero -stando a Vannacci- già tutti i diritti fondamentali solo perché possono guidare o curarsi in ospedale, riducendo l’uguaglianza a meri servizi di base. (1)
Dunque il livello dei diritti e della inclusività si limiterebbe ad una sorta di diritti “base” menomando l’inclusività e immaginando una società piramidale ove la maggioranza ha tutto e le minoranze vengono spogliate della loro riconoscibilità, identità e valore. Così Vannacci, qualche tempo fa ha lanciato l’idea di classi differenziate per studenti molto dotati o con difficoltà, una valutazione non solo nei fatti ghettizzante ma priva di qualsiasi base scientifica, pedagogica e, soprattutto, umana. (2)
L’ascesa di Roberto Vannacci non è – sarebbe un errore sostenerlo – l’ovvio riflesso di un demagogo che ha avuto la fortuna di trovarsi sotto i riflettori mediatici ma è, soprattutto, il risultato della crisi politica, specie della sinistra sommato alla difficoltà di rappresentanza; Vannacci ha una opportunistica ma ponderata politica cementata sui temi identitari, scioviniste che tornano in auge dopo i fallimenti dei governi di centrosinistra i quali hanno avuto il demerito di aver quintuplicato nella forza, il consenso alla destra reazionaria dopo aver tradito le classi subalterne.
Vannacci ripete a mo’ di mantra che l’immigrazione in realtà è un invasione. Il migrante viene descritto come un detonatore della criminalità e dell’insicurezza. Vannacci non fa, come tutti i reazionari, che proporre per il popolo di questo Paese soluzioni tanto “facili” quanto semplici ovvero: chiudere, respingere, bloccare. Questo ragionamento autoritario non solamente non poggia le sue basi su dati oggettivi (la migrazione rispetto ad altri paesi europei) ma è falso (Germania, Francia e Spagna hanno più migranti dell’Italia). (3)
Una società civile e sicura parte esattamente dal principio esattamente opposto e capovolto da quello esposto da Vannacci, nasce da un equa redistribuzione della ricchezza (paghi chi non ha mai pagato, la grande borghesia italiana) dalla scuola, lavoro, sanità e diritti.
Questa visione imposta dai nostalgici (Vannacci, Meloni e Salvini) in psicologia si spiegherebbe come una risposta impulsiva di massa basata sul bisogno primario di appartenenza, con una catalizzazione sociale dell’uso politico della paura. Insomma la paura porta voti e consenso.
Lo strumento della paura: L’uso del paradigma “paura – diverso” scatena dinamiche di gruppo e risposte di difesa a mo’ di crociate che fanno breccia su una buona parte della popolazione, almeno in modo sovrastrutturale.
Andando con ordine
Possiamo, sicuramente, sostenere che l’ex leghista fa molta confusione sul piano logico. Quando Vannacci sostiene che domani potrebbe “svegliarsi ventenne” (dichiarazione fatta dal generale Roberto Vannacci a giugno 2024 in contrapposizione all’identità di genere) (4) fa grande confusione tra quello che è un dato oggettivo, il tempo, la biologia , con un processo evolutivo fatto d’interconnessioni come quello dell’identità. L’età si misura e si scandisce con il tempo. Io sono nato nel 78 ho oggi 48 anni. L’identità al contrario è un qualcosa che si plasma con un mix complesso d’interazioni: nella relazione mamma-bambino e in generale di relazione con le figure primarie, relazioni, affetto, conoscenze ecc. Un processo quindi binario fra tra la nostra personalità e il mondo, un fenomeno molto complesso a più livelli con molteplici schemi di connessioni.
L’identità di genere è il profondo senso interno di essere uomo, donna o altro ed è assolutamente avulso dal concetto anagrafico, una semplificazione sbagliata e pigra socialmente quella avanzata da Vannacci.
Vannacci è un problema ma non è il solo, Salvini e la Meloni, in difficoltà perché istituzionalizzati dal governo non sono da meno di Vannacci. Il Governo postfascista, della Meloni “democraticamente eletto”- risultato meccanico di un sistema elettorale privato di una proposta marxista rivoluzionaria indipendente dalla borghesia- non perde occasione, da quando si è insediato, di distogliere l’attenzione della povera gente con proclami altisonanti dalla sua identità securitaria e reazionaria.
Le politiche di sicurezza promosse dal ddl 1660 hanno come unico obbiettivo quello di colpire in modo violento il dissenso politico e sociale: criminalizzando le lotte per la casa, scioperi, comprimendo ulteriormente i diritti dei migranti (CPR), riaprendo il carcere alle madri ecc. La politica reazionaria del governo Meloni mira a peggiorare le condizioni di chi scappa dai conflitti , rendendo le strutture dei CPR dei veri e propri campi lager a cielo aperto.
In tutto questo il vero filo conduttore, al di là dei governi (naturalmente la base del centro sinistra per humus culturale e altra cosa rispetto al destro neofascista), sono la rinnovata continuità verso il profitto dei grandi capitali, banche, la grande finanza internazionale, le multinazionali. Non vi è solo l “amor di patria ” o il ritorno dello Stato-nazione ma quello che emerge dal governo a trazione “missina” è una granitica ideologia fatta di richiami al ventennio (con annessi busti in casa di Mussolini del presidente del Senato, saluti romani ad ogni occasione e giovani dementi politici supinati al razzismo della destra, squallore assurdo).
Salvini e Meloni vogliono colpire e punire con la detenzione chi manifesta con un blocco stradale, ferroviario e tutto viene definito come una condotta aggressiva, è inaccettabile! Inaccettabile è anche l’uso della violenza con chi resiste pacificamente si pensi al mondo disumano delle carceri.
Con questa maggioranza anche San Francesco sarebbe finito in cella!
Questa politica spolvera politiche autoritarie mentre i lavoratori continuano a morire sui luoghi di lavoro, l’unica vera sicurezza di cui abbiamo bisogno è quella sociale a sostegno del welfare!
Abbiamo l’urgenza di rilanciare un fronte della sinistra quanto più ampio, unitario e determinato possibile a sostegno della causa della liberazione nazionale e sociale palestinese, al diritto di resistenza del popolo ucraino ed iraniano. Tanto più urgente ora che alla Casa Bianca vi è il guerrafondaio Trump sponsor (o schiavo) ufficiale del sionismo colonialista.
Siamo come sinistra alternativa di fronte ad un vuoto enorme, chiaramente la responsabilità maggiore di questa crisi della sinistra è della CGIL che dovrebbe contrastare questo governo anche e solamente per il proprio spirito di sopravvivenza, ma fa meno di quello che potrebbe, ma ci sono anche delle responsabilità nostre “tutta la sinistra d’opposizione” sulle quali mai nessuno fa un bilancio.
E’ giunto il momento di deporre il cappello politico nelle iniziative, lanciando una federazione dei marxisti rivoluzionari su modello Fit Argentino perché solo il potere socialista può cambiare le cose!
Note
(1) Roberto Vannacci a Otto e Mezzo su La7
(2) https://anief.org/stampa/news/59392-scuola-per-vannacci-%C3%A8-giusto-tornare-alle-classi-differenziate-e-di-merito,-pacifico-anief-%E2%80%9C%C3%A8-una-proposta-che-sa-di-preistoria,-vanno-valorizzate-le-peculiarit%C3%A0-di-tutti-gli-studenti%E2%80%9D
(3) https://www.europarl.europa.eu/topics/it/article/20170629STO78630/asilo-e-migrazione-nell-ue-fatti-e-cifre
(4) https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/vannacci-identita-genere-allora-io-domani-mi-sveglio-e-mi-sento-ventenne/AGKxHwO

